Dopo la prima serata del Festival di SANREMO è sempre difficile dare un giudizio, quando ancora bisogna masticare ascolti delle canzoni.
Ecco le nostre prime impressioni che abbiamo raccolto cercando di delineare i Top e i Flop (ma anche alcuni intermedi) di questo primo round.
TOP:
- Ditonellapiaga
come indicato dai critici e giornalisti già dagli ascolti pre-festival, spicca in mezzo alle altre. Essendo una canzone-elenco, quindi non il massimo a livello stilistico, il fatto che sia una delle migliori o addirittura la migliore la dice lunga sulla qualità generale.
- Sayf
sound stiloso e testo per niente scontato con riferimenti molto interessanti.
- Serena Brancale
Commovente dedica alla madre che non c’è più ma è rimasta nel cuore.
Altre canzoni non male:
- Arisa
Buon testo, esibizione emozionante e ben eseguita quindi papabile vincitrice insieme alla triade di cui sopra.
- Dargen D’Amico (testo da capire meglio ma non da vittoria)
- Bambole di pezza (idem)
- Maria Antonietta & Colombre da risentire
Canzoni decenti:
- Ermal Meta
la inseriamo per essere indulgenti. In realtà probabilmente andrebbe messa nel cestino della spazzatura “paracula”, visto che rimane molto molto vaga. Sperando che nelle varie serate si capisca meglio, facciamo presente che la canzone è rivolta a delle bambine palestinesi uccise ma rimane una canzone contro la guerra troppo generica per mandare un qualsiasi messaggio, resa ancora più inoffensiva dal successivo commento di Carlo Conti, totalmente inappropriato.
- J-Ax
un quadro dell’Italia un po’ banale, qualcosa di già sentito anche per i suoi standard, quasi più interessante il cambio di genere nonostante l’interpretazione fiacca, ma almeno si distingue e soprattutto, a livello di testo, dice qualcosa!
- Fedez & Masini
combinazione molto meno riuscita rispetto allo scorso anno, belle variazioni vocali di Masini che si abbinano bene con la parte rappata di Fedez ma testo non pervenuto.
- Tredici Pietro
bravo ad avere sangue freddo dopo il problema con l’audio, canzone molto interessante e variegata, il beat hip hop anni ’90 un po’ notturno, ricorda il Fabri Fibra degli inizi con Uomini Di Mare. Però appunto, è una cosa vintage.
Guardando a questi nomi siamo più o meno in linea con i primi risultati ovvero i primi cinque artisti preferiti dalla giuria della sala stampa che sono:
Arisa, Fulminacci, Serena Brancale, Ditonellapiaga, Fedez & Masini.
Citando un altro famoso cantautore:
“tutto il resto è NOIA”.
Non ci sono neanche tormentoni che rimarranno nelle orecchie come succedeva gli altri anni, a parte forse un po’ i brani di Elettra Lamborghini e Ditonellapiaga, le uniche che hanno scosso un po’ l’atmosfera.
FLOP:
Difficile dire chi arriverà primo quest’anno, ma ancora più difficile dire chi arriverà ultimo, è una bella gara!
Se da un lato abbiamo i grandi nomi Raf, Renga e Patty Pravo a continuare a suonare vecchi, dall’altro abbiamo i soliti giovani sconosciuti che vanno a riempire il fondo della classifica come LDA & Aka7even, Eddie Brock, Samurai Jay.
Ma i flop più consistenti della prima serata sono stati i seguenti:
- come al solito: i problemi all’audio
- come al solito: cercare di far entrare in poche ore 30 canzoni e pretendere un ascolto non superficiale e farle di fretta
- come al solito: scenette, battutacce e riempitivi
- il punto più basso: dopo la canzone apocalittica di Dargen sull’AI sprecare acqua per quella idiozia dei paperi, facendo una cosa anche brutta da vedere, come a dimostrare il fatto che effettivamente adesso l’AI va usata e messa ovunque, anche solo un po’, così, senza motivo, come avviene con tutte le mode, ed è preoccupante che questa sia una moda.

Detto “Piccia”, laureato in Filosofia, vive a Perugia, nel binomio tra natura e cultura.
Infatti alterna passeggiate meditative nei boschi al consumo compulsivo di musica, libri, fumetti, film e serie tv, frequentando soprattutto concerti, librerie, musei, graffiti sui muri e Irish Pub.
Cresciuto con il rap italiano, è diventato adulto (solo anagraficamente) con cantautori, rock, metal, folk, elettronica e vari altri tipi di suoni, andando spesso alla ricerca di quelli più strani.
Fan sfegatato ed esperto conoscitore di Caparezza, che gli ha aperto le porte della percezione più di Aldous Huxley, ne ha fondato il Fan Club umbro (di Caparezza, non di Aldous Huxley; almeno per ora).
Scrive di tutto, per dare sfogo ai suoi pensieri e uscire dal ricco e immaginifico mondo che ha in testa… O per entrarci ancora di più.









