Nuovo album per i Notwist: News from Planet Zombie.

I quasi quarant’anni di storia dei The Notwist non sono mai stati lineari.
Dall’heavy metal degli esordi all’elettronica malinconica dei primi anni Duemila, la band bavarese ha sempre preferito muoversi mescolando elementi differenti e sperimentando.
Con News from Planet Zombie, pubblicato da Morr Music il 13 marzo 2026, quel percorso sembra trovare una nuova forma di equilibrio: un disco che guarda al caos del presente, ma lo attraversa con calma, curiosità e una sorprendente fiducia nell’atto stesso di suonare insieme.

A cinque anni da Vertigo Days, i Notwist tornano in studio con una scelta quasi controcorrente.
Niente lunghi mesi di editing digitale o file scambiati a distanza: l’album è stato registrato in appena una settimana all’Import Export, spazio culturale no-profit nel cuore di Monaco. Una decisione semplice ma significativa. Dopo anni in cui la musica è stata mediata dagli schermi, Markus e Micha Acher insieme a Cico Beck hanno voluto tornare alla dimensione fisica della band. Non solo il trio storico, ma anche Theresa Loibl, Max Punktezahl, Karl Ivar Refseth e Andi Haberl: la stessa formazione allargata degli ultimi concerti. Il risultato è un disco che respira. Si sente l’aria tra gli strumenti, si vedono i musicisti che interagiscono gli uni con gli altri, l’imperfezione che diventa calore.



Un pianeta strano, ma ancora abitabile

Il titolo News from Planet Zombie potrebbe far pensare ad una visione cupa o distopica.
In realtà l’immaginario horror e da film di serie B funziona più come metafora: il mondo contemporaneo sembra spesso assurdo e grottesco, quasi irreale, ma la risposta dei Notwist non è il cinismo, ma piuttosto, un invito a restare presenti, a non smarrire il filo mentre tutto sembra procedere a scatti.
Questa tensione tra inquietudine e speranza attraversa tutto il disco.
L’apertura “Teeth” stabilisce subito la direzione dell’album: tastiere evanescenti, clarinetto basso, una ritmica morbida di conga e la voce fragile di Markus Acher che galleggia sopra il tutto, con quella sua malinconia trattenuta che è sempre stata il marchio della band.
È un inizio contemplativo, quasi sospeso.
Subito dopo, “Propeller” sorprende cambiando prospettiva: si passa da un approccio sonoro essenziale, dalle sfumature quasi cameristiche, ad uno più strumentale e pulsante che ricorda certe traiettorie kraut-pop alla Stereolab. È uno dei passaggi in cui l’album rivela la natura multiforme del suo linguaggio.

Il lato più elettrico

Se gran parte dell’album procede con un passo meditativo, non mancano brani in cui i Notwist liberano un’energia più immediata. L’esempio più chiaro è “X-Ray”, forse il pezzo più diretto del disco: chitarre nervose, voci sovrapposte e una tensione indie-rock che riporta, seppur da lontano, alle radici più rumorose della band. Il flauto dolce di Cico Beck, dal tono irregolare, si intreccia al ritmo incalzante creando un contrasto affascinante, confermando la predilezione del gruppo per gli arrangiamenti imprevedibili. Anche “Silver Lines” rompe d’un tratto la sua introduzione lenta e contemplativa, trasformandosi in uno dei momenti più intensi dell’album.

Orizzonti sonori in espansione

Se i Notwist sono diventati negli anni una band quasi impossibile da classificare, questo disco lo dimostra pienamente. Nelle undici tracce convivono chitarre indie, elettronica discreta, strumenti inusuali e soluzioni quasi orchestrali: trombone, clarinetti, dulcimer, armonium e persino un taishōgoto giapponese che guida l’outro di “Snow”. Non è semplice eccentricità. Ogni timbro sembra scelto con cura, come se la band cercasse sempre lo strumento giusto per raccontare una sensazione precisa.
Man mano che l’album procede, il ritmo si dirada. I brani finali sembrano rallentare il tempo, lasciando emergere una dimensione più introspettiva. Non è una tensione drammatica, piuttosto un momento di riflessione prima di ripartire.
Ed è qui che News from Planet Zombie rivela la sua vera natura: non un disco apocalittico, ma un album sulla presenza. Un ritratto di persone che dividono la stessa stanza, la stessa aria, lo stesso tempo.

Una maturità discreta

Dai tempi di Neon Golden, uno degli album più influenti dell’indie europeo dei primi anni Duemila, i Notwist hanno continuato a trasformarsi senza mai perdere la loro identità. Questo nuovo lavoro non è il più rivoluzionario della loro discografia, ma potrebbe essere uno dei più umani.
In un’epoca ossessionata da velocità, algoritmi e isolamento digitale, News from Planet Zombie suona quasi radicale nella sua semplicità: musicisti che si incontrano, suonano insieme e cercano un senso nel rumore del presente.
Se questo è davvero il “pianeta zombie”, sembra suggerire la band, forse la cura è più semplice di quanto immaginiamo: aprire una porta, condividere uno spazio, e continuare a fare musica.